INSARDEGNA - informazioni su dove dormire in B&B vicino a:

ITINERARIBOSA SENZA TEMPO

BOSA: 24/01/2014

Da Alghero a Bosa 

Da Alghero prendete la litoranea che vi porta a Bosa, se avete la fortuna di percorrerla in una limpida giornata di primavera vi sarà difficile dimenticarla. Le nuvole corrono veloci nel cielo e tra una curva e l’altra vi capiterà di ammirare un panorama indimenticabile. Vi capiterà di vedere i grifoni che prendono il volo e si lanciano dalle pareti a strapiombo sul mare, percorsi 45 km superato capo marrargiu vi si aprirà un paesaggio insolito, una città, Bosa, adagiata sul fiume temo. Arrivare a Bosa da Alghero è come entrare in un mondo dimenticato dal tempo. Le case del quartiere Sa Costa”, colorate si stringono a formare vicoli e scalette attorno all’altura su cui sorge il castello dei Malaspina. Se avrete la fortuna di salire fino al castello non perdetevi la vista che si scorge guardando verso Bosa Marina, troverete un città che si adagia sul mare formando un porto naturale, vedrete la cupola della chiesa cattedrale, e anche l’isolata chiesa di San Pietro.

 Castello dei Malaspina: si accede tramite “S’iscala ‘e sa rosa2, una lunga scalinata posta lateralmente al rione di Sa Costa, oppure ancora, in macchina, imboccando la strada che per un tratto costeggia il cimitero. Il Castello è l’imponente complesso sovrastato da una torre di tufo rachitico color rosa e al suo interno custodisce la chiesa di Nostra Signora di Regno Altos, edificata nel XIV secolo e decorata da un ciclo di affreschi trecenteschi.

 Sas Conzas: Il periodo storico più favorevole per la città di Bosa fu nell’ottocento, quando si ebbe il fiorire dell’industria conciaria. La vacchetta di Bosa, pregiatissima, veniva esportata in tutto il mondo e Bosa vantava un reddito pro capita tra i più alti della Sardegna. Alla sinistra del Fiume Temo nacque il quartiere delle concerie, su susseguirsi di fabbricati industriali in mattoni dal tetto a doppio spovente che oggi, dopo la chiusura dell’ultima fabbrica negli anni ’60 sono un esempio di archeologia industriale. Un decreto del Ministero dei Beni Culturali e Ambientali del 17 ottobre 1989 le ha dichiarate Monumento Nazionale.

La chiusura delle concerie fece scivolare Bosa in un declino economico e di isolamento che ora contribuisce a crearne il fascino. Tutto sembra restato come allora.

Percorrendo a piedi la via Carmine è possibile incontrare le donne intente a lavorare il Filet su un telaio montano una rete creata stringendo ordito e trama in misurati nodini. Sono un migliaio, e questa è solo la base. Con ago e filo creano disegni. I lavori di Filet non possono mancare nel corredo delle promesse spose. Da qualche anno la società “La Citta del Sole” organizza corsi  e mostre.

Continuando la passeggiata per le vie di Bosa vi capiterà di incontrare una serie di botteghe orafe,  con piccolissimi gradi d’oro e sottilissimi fili, gli artigiani orafi bosani, creano dei gioielli di rara bellezza, spille floreali ornate da perle di fiume (sono i bottoni dei vestiti sardi), girocolli e fedi nuziali. Fu il padre degli attuali proprietari del negozio Vadilonga, trasferitosi da Cagliari a Bosa a importare l’arte della filigrana. Con gli anni molti altri artigiani hanno aperto botteghe orafe.

Curiosità: Un gioiello “tipico” è su cocco, una spilla con una grossa sfera d’onice che pare possa attirare su di sé la fortuna.

Non perdetevi l’opportunità di bere un nettare della terra che a Bosa si chiama “Malvasia”, un vino da ragionamento, come dice Giovanni Battista Columbu, nel film documentario “mondovino” del regista americano Jonathan Nossiter. (Film che ha partecipato al festival di cannes nel 2004).

Il momento ideale per “gustarvi” Bosa è in primavera inizio estate, ma se capitate da queste parti nel periodo di Carnevale tenetevi pronti ad essere “buttati in mezzo” alle folli de “Su Karrasegare Osinku

 

Fri, 24 Jan 2014 19:32:24 GMT

ITINERARICABRAS DOVE NASCE LA BOTTARGA

CABRAS: 29/09/2012

Uscendo da Oristano si procede per 2 km in direzione del Santuario della Madonna del Rimedio, meta di pellegrinaggi in occasione della sagra d’inizio settembre. Imboccando la Strada Provinciale 1 tra oliveti e campi irrigati si arriva a Cabras.

 

Cabras è un piccolo borgo medioevale che si sviluppa attorno ad uno stagno che prende il nome del borgo, Allo stagno di Cabras sono, da sempre, legate le fortune degli abitanti del borgo. Un tempo lo stagno, 2000 ettari di superficie, presentava una ricca fauna, caratterizzata dalla grande presenza di muggini. All’epoca il metodo di pesca più usato utilizzava i caratteristici “Fassois”, tradizionali barche di giunco. Oggi, a seguito del passaggio della laguna da proprietà privata a demanio pubblico, i moderni sistemi di itticultura hanno soppiantato le antiche usanze.

 

Assolutamente d’obbligo sostare in uno dei tanti ristoranti del luogo. Qui si possono gustare deliziosi piatti a base di pesce fresco e la famosa bottarga, vera specialità della zona. Il tutto innaffiato da ottimi vini qui prodotti, quali la Vernaccia e Nieddera.

 

Uscendo da Cabras si svolta a destra imboccando la strada che separa la grande laguna dagli specchi d’acqua di Pontis e Mistras. Un vero e proprio paradiso per gli amanti del Bird-Watching. Proseguendo in direzione di Tharros si arriva a San Giovanni di Sinis, piccolo borgo sorto intorno all’omonima chiesa medioevale che protegge l’ingresso del paese. San Giovanni di Sinis è ormai un insediamento turistico, le spiagge  nelle giornate di maestrale offrono un buon riparo per i pescatori e i naviganti in quanto si affacciano nel golfo interno di Oristano.

 

Vicino a Cabras sorge il villaggio di San Salvatore. Villaggio religioso sorto tra il XVII e il XVIII secolo attorno alla chiesa di San Salvatore, subisce una parziale trasformazione negli anni Sessanta, quando diventa location per i cosiddetti spaghetti-western. Di sicuro interesse folkloristico è la “Corsa degli Scalzi” che si tiene ogni anno la prima domenica di settembre, in occasione della festa di San Salvatore. Durante la manifestazione decine di giovani, rigorosamente scalzi e vestiti con tuniche bianche, trasportano correndo il simulacro del Santo lungo un percorso di 8 km che si snoda da Cabras a San Salvatore.

 

Sat, 29 Sept 2012 23:00:28 GMT

ITINERARIDA CABRAS PASSANDO PER SAN SALVATORE ARRIVANDO A SAN GIOVANNI DI SINIS E FINENDO A THARROS

CABRAS: 29/09/2012

Il percorso suggerito: Viaggio semicircolare, a ovest del Golfo di Oristano. Si parte da Cabras, si tocca San Salvatore e San Giovanni di Sini, per concludere all'importante centro archeologico di Tharros.

Cabras, dove nasce la Bottarga

Uscendo da Oristano si procede per circa 2 km in direzione del Santuario della Madonna del Rimedio, meta di pellegrinaggi in occasione della sagra d'inizio settembre. Successivamente si imbocca la Strada Provinciale n.1 fino al Km 2.370. Svoltando a destra sulla Provinciale n. 3 si prosegue, tra vigne, oliveti e campi irrigati, ancora per 1 km fino all'abitato di Cabras.

Il piccolo borgo di origine medievale si sviluppa attorno alla laguna omonima, cui da sempre gli abitanti legano le proprie fortune. Un tempo il vasto stagno di quasi 2000 ettari di superficie, presentava una ricca fauna, caratterizzata dalla grande presenza di muggini. All'epoca il metodo di pesca più in auge utilizzava i caratteristici fassois, tradizionali barche di giunco. Oggi, a seguito del passaggio della laguna da proprietà privata a demanio pubblico, i moderni sistemi di itticolutura hanno soppiantato le antiche usanze.

La bellezza del luogo deriva dall'eccezionale ecosistema lagunare. Da queste parti si trovano ancora varie specie di uccelli, tra cui il fistione turco e l'airone rosso, nonchè splendidi esemplari di fincotteri.

Assolutamente d'obbligo sostare in uno dei tanti ristoranti del luogo. Qui si possono gustare deliziosi piatti a base di pesce fresco e la famosa bottarga, vera specialità della zona. Il tutto innafiato da ottimi vini qui quali la Vernaccia e il Nieddera.

La città antica di Tharros

Uscendo da Cabras si svolta a destra imboccando la strada che separa la grande laguna dagli specchi d'acqua di Pontis e Mistras. Da queste parti gli amanti del bird-watching scopriranno un vero paradiso. Proseguendo in direzione di Tharros si arriva a San Giovanni di Sinis, piccolo borgo sorto intorno all'omonima chisa medievale che ancora oggi protegge l'ingresso al paese. Oltre a un'antica cupola risalente al V secolo, l'edificio presenta tre grandi tre grandi navate frutto di una ristrutturazione che, portata a termine tra il IX e il X secolo, cambiò la pianta originaria.

Di sicuro impatto il moderno insediamento turistico, situato accando alle tradizionali barracas dei pescatori. Le spiagge nelle giornate di maestrale offrono un buon riparo affacciandosi sul slato interno del golfo di Oristano.

Riprendendo la strada provinciale si arriva a Tharros. Caratteristica città bimare, come la più famosa Corinto, Tharros visse il suo periodo d'oro tra il VII e il VI secolo a.C., quando i fenici ne fecero un importante scalo commerciale. Con l'avvendo dei romani l'insediamento ebbe fortune alterne, ma fu il 1070 a decretarne la fine, quando, martoriata dai continui attacchi saraceni, la popolazione decise di abbandonare quel tratto di costa a favore della vicina Oristano.

La visita ai famosi scavi, aprerti dalle 8 del mattino fino al tramonto, segue l'antico percorso cittadino.

Scendendo verso il amre si ammirano i resti del castellum aquae, serbatorio dell'acquedotto, che, in epoca romana, alimentava una fontana pubblica. Più in là si trovano le terme romane, successivamente riutilizzate dai cristiani per erigere una basilica con battistero. Riprendendo il decumano e ritornado sui propri passi si sale una splendida scala lastricata in basalto da cui si accede a una piazzatta. Da qui si riesce ad ammirare la perfezione dell'antico impianto fognario, nonchè l'area di tophet, tipico santuario feniciopunico. Allungando lo sguardo oltre il tophet si scorgono le torri quadrate e i grandi blocchi regolari che un tempo andavano a comporre le maestose mura di fortificazione. Dalla torre di San Giovanni, infine, è possibile dominare tutta la zona degli scavi.

San Salvatore. il paese degli spaghetti-western

Lasciando la zona archeologica e tornando indietro per circa 5 km si arriva alle indicazioni per San Salvatore. Villaggio religioso sorto tra il XVII e il XVIII secolo attorno alla chiesa omonima, subisce una parziale trasformazione negli anni Sessanta, quando diventa location per i cosidetti spaghetti-western.

L'antica chiesa di San Salvatore conserva un santuario ipogeico pagano. Raggiungibile da una scala posta all'interno dell'edificio, il tempio, in parte scavato nella roccia e in parte edificato, era adibito al culto salutifero delle acque.

Sulle pareti possono ancora vedere svariate raffigurazioni di divinità romane, tra cui Ercole, Venere e Marte. Di sicuro interesse folkloristico è la corsa degli scalzi che si tiene ogni anno la prima domenica di settembre, in occasione della festa di San Salvatore. Durante la manifestazione decine di giovani, rigorosamente scalzi e vestiti con tuniche bianche, trasportano correndo il simulacro del Santo lungo un percorso di 8 km che si snoda da Cabras a San Salvatore.

Sat, 29 Sept 2012 23:00:28 GMT

ITINERARIDA FLUMINIMAGGIORE PER ARBUS, LA MINIERA DI MONTEVECCHIO E TUFFO NELLA MARINA DI ARBUS

ARBUS: 29/09/2012

 Il percorso suggerito: Da Iglesias si prende la S.S. 126 verso nord. Si toccano Fluminimaggiore e Arbus. Deviazione a mare per Montevecchio e Marina di Arbus nella costa verde.

Fluminimaggiore e Arbus

Uscendo da Iglesias si prende la Strada Statale 126, direzione Fluminimaggiore. Dopo circa 15 minuti si arriva a Sant'Angelo, un piccolo borgo davvero caratteristico. Da qui, scendendo verso valle, si incontrano il tempio di Antas , e la conca un tempo ricca di boschi e giacimenti di ferro. L'edificio, dopo lunghi ma fruttuosi anni di restauro, offre uno spettacolo semplicemente fantastico, soprattutto al tramonto quando i raggi del sole accarezzano le colonne dell'antico vestibolo.

In questi luoghi magici il comune di Fluminimaggiore organizza spesso suggestivi concerti di musica classica.

La grotta di Su Mannàu, nata dal paziente lavoro di due piccoli torrenti, si sviluppa per circa 6 km. Questa meraviglia della natura si può visitare sia attraverso tranquilli "percorsi turistici", sia azzardando meno comodi, ma sicuramente più emozionanti, "percorsi speleologici".

Nel vicino paese, situato tra le montagne ricche di vegetazione, la vita scorre tranquilla, rendendo il piccolo borgo un luogo ideale per vacanze a tutto relax. Nel centro dell'abitato si puà visitare il Museo paleontologico o passeggiare per le stradine ammirando il caratteristico artigianato locale esposto nelle botteghe.

Prima di lasciare Fluminimaggiore si consiglia una visita a Portixeddu. Da qui si abbraccia tutto il golfo del Leone.

Arbus tra Mare e Miniere

Riprendendo la statale si sale un po' per arrivare ad Arbus, grosso borgo agropastorale posto a oltre 300 metri sul livello del mare. L'origine dello strano toponimo è alquanto dibattuta. Una tesi lo fa derivare da "Arabus" (la zona venne saccheggiata più volte dagli arabi), un'altra si ricollega ai suggestivi monti di colore bianco, "albus", che circondano l'abitato.

Da visitare, nel centro cittadino, Il Museo del Coltello Sardo , con numerosi esemplari di coltelli sardi antichi e la fedele ricostruzione del laboratorio di un fabbro dell'Ottocento.

Tutto il territorio, che oltre ad Arbus comprende anche la vicina Guspini, è caratterizzato dalla presenza di svariate attività minerarie, spettacolari esampi di "archeologia industriale". Di particolare interesse, l'area di Montevecchio presenta una delle miniere tra le più grandi e produttive fino al secondo dopoguerra. Immersi tra la macchia mediterranea e i suggestivi boschi limitrofi si possono vedere gli impianti e gli edifici un tempo al centro della fervida attività.

Oggi solo pochi abitanti continuano a popolare Montevecchio dove l'antica prosperità sembra ormai il fantasma di un passato lontano. Non molto disante dalla miniera di Montevecchio si trova l'antico borgo di Ingurtosu. In questi paesaggi sono presenti nmerosi esemplari del cervo sardo, splendido animale selvatico che da sempre convive con la miniera e le sue genti.

La Costa Verde

Lasciando Montevecchio e immetendosi nella strada provinciale che conduce alla costa, si percorrono circa 15 km immersi in una landa desolata. Qui il passaggio è caratterizzato da alte colline pastorali e da vecchie costruzioni rurali. Su tutta la zona domina l'inconfondibile sagoma del monte Arcuentu, di origine vulcanica.

Giungere alla Marina di Arbus (costa verde) è come venire improvvisamente catapultati in un mondo di fiaba. La cittadina, posta all'ingresso della splendida Costa Verde, rappresenta il punto di partenza ideale per un itinerario davvero magico.

Percorrere chilometri di litorali sabbiosi, ammirarne le maestose dune ricoperte da ginepri secolari, volgere lo sguardo alle superbe coste, perdersi nel colore smeraldino della acque, il tutto cullati dal dolce silenzio che domina in questi posti isolati: qui si scopre il vero paradiso terrestre. Uniche testimonianze del passaggio dell'uomo alcune isolate strutture minerarie, le torri costiere e qualche antica tonnara.

Assolutamente da visitare la vicina spiaggia di Piscinas. Il suo campo dunare ricopre un'area di circa 20 km quadrati, arrivando ad altezze si quasi 50 metri. A delimitare le sabbie dorate, bellissimi ginepri.

In questi luoghi la primavera regala un tripudio di profumi e di colori, dal delicato azzurro del rosmarino al vivace giallo delle ginestre selvatiche.

Di assoluta bellezza anche il patrimonio faunistico. Qui ancora oggi, nidifica la tartaruga marina, specie a rischio di estinzione. Fra gli uccelli si segnalano l'aquila reale e la rarissima aquila del Bonelli. Nella valle di Piscinas, infine, si trova L'Ara del Sole, che alle 20:50 di gon 21 giugno, reala uno spettacolo astronomico imperdibile.

Sat, 29 Sept 2012 23:00:28 GMT

ITINERARIDA SANTA GIUSTA A SAN NICOLÒ D'ARCIDANO CON TAPPA AD ARBOREA E MARCEDDÌ

ARBOREA: 19/09/2012

Percorso Suggerito: Viaggio a sud i Oristano nelle terre della Bonifica. Dopo aver toccato Santa Giusta e Arborea si arriva a Marceddì, sulla costa. Si conclude a San Nicolò d'Arcidano.

 Santa Giusta

Uscendo da Oristano si percorre poco più di 1 km in direzione di Cagliari per raggiungere Santa Giusta, caratteristico paese agricolo, oggi, a seguito della grande espansione edilizia, indissolubilmente legato alla vicina città. Posizionato su una terrazza di origine alluvionale, il centro storico di Santa Agiusta corrisponde all'antico insediamento fenicio di Othoca (la città vecchia), di cui sono stati ritrovati numerosi resti. Tra questi di grande bellezza una tomba fenicia a camera eretta con blocchi di arenaria, visitabile nella Chiesa di Santa Severa. L'edificio, oltre all'innegabile fascino di questo reperto archeologico, si fa ammirare anche per il bel prospetto in conci di arenaria.

Accedendo all'abitatato da nord, nella piccola altura sede dell'antica acropoli, si trova la Cattedrale di Santa Giusta, costruita tra il 1135 e il 1145. Capolavoro di maestranze di educazione pisana, l'edificio è una delle più belle chiese romaniche di tutta la Sardegna. Divisa in tre navate, presenza una facciata molto particolare, che utilizza la dorata pietra arenaria tipica della zona del Sinis, movimentata con inserti di marmo e basalto. Le navate laterali sono coperte da volte a crociera, mentre quella centrale è sormontata da una splendida copertura in legno. All'interno le colonne utilizzate per suddividere gli spazi provengono da città romane in rovinam in particolare da Tharros.

Arborea e i Fenicotteri

Lasciata Santa Giusta ci si immette nella provinciale 49 e si percorrono 12 km in direzione di Arborea. Il tragitto offre alcuni spunti panoramici davvero suggestivi. La strada è costeggiata sulla destra dalla laguna di Santa Giusta e sulla sinistra dalla laguna Paùli Tabentis, dove, se si è fortunati, si possono ammirare le colonie di fenicotteri che spesso vi sorggiornano.

Proseguendo attraverso il territorio di Cirras, tra filari di eucalipti, campi irrigati e lindi casolari, si arriva allo stagno di S'Ena Arrubia dominato dalla mastodontica idrovora di Sassu (costruita durante il regime fascista). Qui, a partire dal 1919 si iniziò un colossale lavoro di bonifica, certamente il meglio riuscito del secolo scorso. In seguito, durante gli anni, toccò alla gente del luogo, insieme a contqdini veneti e romagnoli, modellare il suggestivo paesaggio odierno. Al termine di questa zona si trova una spiaggia arenosa, da qui si entra nella profumata pineta Barany in cui la macchia mediterranea prolifera rigogliosa. 

Superate alcune curve, la provinciale prosegue dolcemente affiancando i centri rurali di Sassu e s'Ungroni. Usciti dalla pineta ecco spuntare le prime case di Arborea.

Oggi Arborea è uno dei cento Comuni della piccola grande Italia, dotata di un moderno sistema di aziende agro-zootecniche, di industrie di trasformazione a carattere cooperativo, di un avanzato sistema di servizi associati e di una diversificata gamma di attività che ne fanno una delle aree più progredite della Sardegna.

I pescatori di Marceddì

La cittadina, fondata nel 1928 col nome di Mussolinia di Sardegna, si sviluppa attorno alla piazza Santa Maria Ausiliatrice. Questa accoglie la chiesa parrocchiale neogotica e alcuni edifici pubblici, tra cui il Palazzo Comunale al cui iterno è possibile visitare la Collezione civica archeologica con reperti punici, romani e altomedievali.

Lasciato l'abitato si prende la strada che conduce verso il mare. Qui si incontra Marceddì, piccolo borgo di pescatori sulle sponde della lagona omonima. Caratterizzato dalla bella spiaggia sabbiosa, il paese offre una spettacolare veduta panoramica che, dal pizzo dell'Arcuentu si allarga sul verde altopiano della Frasca fino a comprendere il golfo di Oristano.

Riprendendo la provinciale 49 si procede fino a Terralba, per poi proseguire fino a San Nicolò D'Arcidano, piccolo borgo agricolo situato a circa 25 km da Oristano. La sua posizione, al confine tra le provincie di Oristano e Cagliari, lo ha reso un importante crocevia turistico. Da qui, infatti, percorrendo una ventina di chilometri, è facile raggiungere le splendide coste di Arbus e la Costa Verde.

Di origine medioevale San Nicolò d'Arcidano nel 1527 subì la quasi totale distruzione ad opera di orde barbariche. La ricostruzione impegnò gli abitanti del luogo per oltre un secolo. Nel punto più alto sorge la chiesa di San Nicolò, patrono del paese.

Costruita nel 1763, nel luogo in cui sorgeva il "Nuragh'e Luxia", presnta una pianta a croce latina a un solo arco nella navata provinciale. Di grande interesse folcloristico le feste di San Nicolò Vescovo e di Sant'Isidoro. La prima si tiene il 10 di settembre e propizia l'inizio della vendemmia, la seconda, dedicata al Santo protettore degli agricoltori, si svolge tra lugio e agosto ed è caratterizzata da una particolare processione di trattori e cavalli.

Sat, 29 Sept 2012 23:00:28 GMT

ITINERARIDA MONTEPONI A CARBONIA CON TAPPA A GONNESA E PORTOSCUSO

CARBONIA: 29/09/2012

Percorso suggerito: Da Monteponi, poco fuori Iglesias si percorre la SS 126 toccando Gonnesa. Deviazione a mare per Portoscuoso, davanti all'Isola di San Pietro. Di nuovo sulla SS 126 fino a Carbonia

Monteponi e la Miniera

Lasciata Iglesias ci si immette sulla SS 126 in direzione sud. Dopo pochi km si incontra Monteponi, noto per la sua miniera, tra le più importanti d'Italia. Ancora oggi in attività seppur lontana dagli antichi splendori, Monteponi si distingue per la produzione di acido solforico, solfato di rame e minio.

Il Carbone di Gonnesa, capitale europea del Carbone

Uscendo dall'abitato di Monteponi continuando a percorre la SS si arriva in breve tempo a Gonnesa, caratteristico centro agricolo da sempre legato alle sordi delle vicine miniere di carbone. Visitando alcuni degli ormai abbandonati villaggi minerari, quali Monte Onixeddu e Seddas Moddizzis, la stretta relazione tra la cittadina e l'attività estrattiva salta subito all'occhio. E non poteva essere altrimenti dato che in questi luoghi si trova il più grande giacimento carbonifiro d'Europa.

Ma Gonnesa non è solo miniere, tutt'altro. Il destino ha regalato agli abitanti di questo comune un territorio estremamente interessante sia dal punto di vista naturalistico che da quello storico-culturale. L'immenso litorale sabbioso, su cui domina la caratteristica torre spagnola affiorante dal mare, offre uno spettacolo davvero suggestivo, grazie alla vasta pineta che sembra voler arrestare l'avanzata delle dune dorate. A fare da cornice al litorale la palude Sa masa dove trovano rifugio molte specie di uccelli. Da visitare anche la grotta di Santa Barbara.

Di recente scoperta, vi si possono ammirare anche reperti di archeologia subacquea risalenti all'epoca romana. Numerose sono anche le zone di grande valore storico. Il territorio compreso tra Gonnesa e la frazione di Nuraxi Figus è infatti punteggiato da pozzi sacri, tombe di giganti e, naturalmente, nuraghi, tra cui spicca il nuraghe Seruci con le sue 100 capanne e una maestosa Reggia Nuragica. L'importanza di questo antico insediamento sicuramente uno dei più estesi di tutta l'isolam si riscontra anche nella presenza di alcuni "nuraghi vedetta", posti a proteggere il territorio. Tra gli altri si segnala, sulla strada per Portoscuso, il nuraghe sa Turrita che un tempo controllava l'accesso alla valle di Gonnesa.

Portoscuso e la Mattanza

Lasciando il Nuraghe Seruci si svolta a destra per raggiungere Portoscuso. Cittadina balneare ma, soprattutto centro di pescatori, recentemente è stata riattivata una caratteristica tonnara seicentesca, Portoscuso, si affaccia su uno splendido tratto di mare, a poche miglia dalle isole di San Pietro e Sant'Antioco.

Le chieare e forti origini marinare si manifestano immediatamente nella Tonnara "Su Pranu", costruita circa 400 anni fa per sfruttare al meglio ciò che, insieme agli splendidi coralli, è il grande tesoro di questo mare: il tonno.

La struttura è adibita sia a luogo di lavorazione del pesce, sia a ricovero per le imbarcazioni usate durate la mattanza.

A breve distanza dalla Tonnara è ancora visibile l'antica Torre Spagnola, all'epoca eretta proprio per difendere la Tonnara dai saccheggi dei saraceni.

Il centro abitato, tutto un susseguirsi di stradine, viottoli e case caratteristiche, ruota attorno al porticciolo, approdo particolamente amato dagli appassionati velisti. Chi desiderasse fare una breve "escursione marittima", può recarsi nelle vicina Portovesme, luogo d'imbarco per l'isola di San Pietro. Raggiungibile con circa 45 minuti di navigazione, l'isola ospita la Cittadina di Carloforte. Con i suoi numerosi locali, il paese si rivela meta ideale per trascorrere una piacevole serata.

Carbonia, la città "neonata"

Lasciando l'isola di San Pietro e rintrando a Portovesme, si prosegue in direzione sud-est. Poco dopo aver attraversato il piccolo nucleo di Paringianus, ecco comparire le prime abitazioni di Carbonia, vera e propria città pioniera fondata tra il 1937 e il 1938 per consentire al meglio lo sfruttamento del bacino carbonifero del sulcis,

Costruita secondo il progetto disegnato a quattro mani dall'architetto Guidi e dall'Ingegner Valli e costata circa 325 milioni di vecchi lire di allora, Carbonia ha il suo centro in Piazza Roma, sui cui lati si affacciano gli edifici pubblici. Sul lato est sorge la parrochiale di San Panziano, sul lato destro si trovano la Torre Civita e il teatro.

Di tronte si trova il Municipio, lasciando la piazza centrale e imboccando via Napoli si arriva al Museo archeologico e al Museo paleontologico-speleologico, collocati nel bel parco di Villa Sulcis. Il primo offre due interessantissime stazioni multimediali grazie a cui si può ricostruire la storia del Sulcis. Smpre all'interno del complesso si possono visitare anche la fornita biblioteca e il suggestivo giardino botanico

 

Sat, 29 Sept 2012 23:00:28 GMT

ITINERARIDA STINTINO ALL'ISOLA DELL'ASINARA

STINTINO: 14/02/2014

 Percorso: Usciti da Porto Torres raggiungi Stintino. Da qui con il traghetto arrivi all'Isola dell'Asinara sede del Parco Naturale.

Stintino

Uscendo da Porto Torres procedendo per una decina di chilometri si arriva da Pozzo San Nicola. Segui le indicazioni e dopo 12 km arrivi a Stintino. Fondata nel 1885 dagli agricolotori sardi e poi dai pescatori genovesi, arrivati dalla vicina isola dell'Asinara all'indomani della chiusura della colonia penale, Stintino ancora oggi conserva il suo nucleo originario caratterizzato dalle tipiche case tinteggiate con colori pastello.

Stintino, diventata ormai nota meta turistica, grazie alle sue bellissime spiagge "tropicali" si sviluppa attorno ai suoi due porti. Il porto Minori (minore) e il porto Mannu (maggiore o grande). Da non perdere all'interno del Porto Mannu il museo della tonnara, dove è possible ammirare una raccolta di oggetti originali e modellini rappresentativi del ciclo di vita del tonno nonché le varie fasi di lavorazione della tonnara.

Stintino è riuscita, nonostante il pressante modello turistico che si andava imponendo, a mantenere un equilibrio perfetto tra turismo e pesca, tra passato e presente. Ogni anno Stintino si anima di svariate manifestazioni. La più rinomata è la Regata della vela latina che si tiene a fine agosto e che vede impegnati circa 100 scafi tradizionali.

La spiaggia "tropicale" de La Pelosa

Da Stintino uscendo dall'abitato in direzione Nord-Ovest si raggiunge Capo Falcone, un promontorio che domina la Spiagga della Pelosa uno dei paradisi della Sardegna. L'acqua turchese e trasparente e la sabbia finissima e bianca fanno somigliare questa spiaggia ad una spiaggia tropicale. Si ha la certezza di essere in Sardegna e non ai tropici perché la vegetazione è la tipica Macchia Mediterranea e non le palme. Girando lo sguardo da Capo Falcone a nord-ovest la costa diventa rocciosa e impervia cadendo a strapiomo sul mare Mediterraneo.

 

L'Isola dell'Asinara da Carcere di Massima Sicurezza a Riserva Naturale

Da Capo Falcone scrutando l'orizzonte nelle giornate chiare e limpide che la Sardegna è solita regalare ai visitatori, si può scorgere L'isola Dell'Asinara. Estesa su un territorio di 50 km quadati, è per estensione, la seconda isola della Sardegna dopo l'Isola di San Pietro. La superficia, per lo più collinare, è coperta da Macchia Mediterranea. Non ci sono alberi. Conosciuta come Isola di Ercole ai tempi dei Romani perché si poneva come punto di riferimento per chi seguiva le rotte verso la Spagna.

 

La storia dell'Isola dell'Asinara è costellata di avvenimenti. Nel 1861 venne istituita una stazione sanitaria di quarantena, nel 1885 diventa di proprietà demanniale mentre durante la Prima Guerra Mondiale dovette ospitare un campo di prigionia per soldati austro-ungarici. Successivamente riadattata a colonia penale, nel 1970 l'Asinara diventa carcere di massima sicurezza. Finalmente il 28 febbraio del 1997 lo Stato istituisce il Parco Nazionale dell'Asinara. Dal 1999 l'isola è fruibile per i visitatori, solo accompagnati dalle guide turistiche. Chi avrà la fortuna di partecipare a queste escursioni guidate potrà ammirare la bellezza della costa frastagliata il continuo alternarsi di calette incontaminate e le suggestive spiagge. Da segnalare dal punto di vista faunistico gli ultimi esemplari di Asinello bianco.

Fri, 14 Feb 2014 23:58:00 GMT

ITINERARIDA PLATAMONA A SANTA TERESA DI GALLURA PASSANDO PER CASTELSARDO CON TAPPA A BADESI

SANTA TERESA DI GALLURA: 24/01/2014

Percorso Suggerito: Da Porto Torres percorriamo la litoranea per Santa Teresa di Gallura, costeggeremo tutta la Costa Paradiso: Platamona, Castelsardo, Badesi, e la stessa Santa Teresa di Gallura

Platamona la spiaggia dei Sassaresi

Percorrendo la strada panoramica che da Porto Torres conduce a Castelsardo si attraversa una splendida pineta punteggiata da insediamenti balneari. Prima tappa il Lido di Platamona la spiaggia dei Sassaresi. Creata nel 1951 dal sindaco di Sassari, Platamona è un vero angolo di paradiso, mare incontaminato e spiaggia tranquilla, forse un pò troppo affollata ma sempre comoda e "gentile". La vicinanza della pineta fa da cornice e da riparo dalla canicola dei giorni d'estate. Sulla sinstra del Lido si allunga lo stagno che, con i suoi 90 ettari ospita molti esemplari di folaghe e germani reali.

Lasciando la pineta si continua con la provinciale in direzione di Castelsardo.

Castelsardo

Da prima, Fortezza Castelgenovese Castelsardo nel lontano 1102 fu edificato il borgo per volere dei Doria. Il 1448 segnò l'avvento degli aragonesi che mutarono il nome della fortezza in Castellaragonese.  Solo nel 1767 il toponimo divenne l'attuale quando Castelsardo divenne a far parte del Regno di Sardegna.

La visita a Castelsardo inizia da Casteddu, l'antico borgo situato sulla collina. Qui le case, ristrutturate nel pieno rispetto dell'originario impianto urbanistico, si affacciano sulle belle stradine lastricate e sui vicoli. Dal centro si arriva facilmente al Castello Medievale che è sede del Museo dell'Intreccio mediterraneo, dove si possono ammirare numerosi prodotti artigianali tipici del luogo. Altri luoghi da ammirare a Castelsardo sono: La cattedrale eretta nel '500 che conserva al suo interno bellissimi altari barocchi interamente realizzati in legno. La Casa Comunale e la chiesa di Santa Maria dove è conservato "lu Criltu Nieddu" il Cristo Nero, il più antico dei crocefissi lignei della Sardegna. Dalla chiesa di Santa Maria ha inizio e si conclude la processione del Lunissanti , la processione del Lunedì santo, che accende le vie del paese con migliaia di fiaccole.

La Costa Paradiso destinazione Santa Teresa di Gallura

Lasciando Castelsardo e proseguendo sulla litoranea che costeggia lo splendido tratto di costa conosciuto con il nome di Costa Paradiso, dopo pochi chilometri si incotra Badesi. Zona turistica che recentemente è diventata famosa per i servizi che offre ma soprattutto per le spiagge. Sabbia finissima acque verde smeraldo e dolci dune ricoperte da ginepri. Continuando sulla litoranea davanti alle Bocche di Bonifacio, Santa Teresa di Gallura.

Santa Teresa di Gallura

Fondata nel 1808 da Vittorio Emanuele I, che le diede il nome della regina, nonostante il boom turistico ha saputo mantenere intatto la sua struttura composta da stradine e viottoli. Dal porto partono ogni giorno i traghetti per la Corsica (Bonifacio). Uscendo da Santa Teresa seguendo le indicazioni per il Mare attraversando un istimo si arriva a Capo Testa. Non aspettatevi una spiaggia di sabbia: vi attende un promontorio con insolite sculture di roccia lavorate dal vento, il verde della macchia mediterranea il blu del mare e la vista della Corsica. Il Faro che domina Cala Luna (questo il nome dell'unica insenatura accessibile) danno a questo luogo un aspetto magico. Da non perdere anche la bella Baia di Santa Reparata e un bagno solitario a Cala Spinosa.

Fri, 31 Jan 2014 19:40:35 GMT

ITINERARIDA PORTO POZZO A PORTO CERVO CON TAPPA A PALAU E ARZACHENA

PALAU: 26/03/2009

Percorso Suggerito: Da Santa Teresa di Gallura prendi la s.s. 133 passi per Porto Pozzo e Palau. Seguendo la ss 125 arrivi ad Arzachena abbandonando per qualche km la costa e penetrando nell'interno. Ritorniamo verso il Mare per arrivare a Porto Cervo.

da Porto Pozzo alla roccia di Capo d'Orso

Lasciando Santa Teresa di Gallura si imbocca la Strada Statale 133 in direzione di Palau. Dopo circa 4 km arrivi all'incrocio di Marazzino continuando per altri 10 km arrivi a Porto Pozzo. Caratteristico borgo con un piccolo porto dove è possibile noleggiare gommoni per piccole escursioni sulla costa.

Continuando sulla ss 133 si arriva a Palau. Nato come piccolo villaggio oggi è un noto centro turistico, grazie al suo porto da cui partono i traghetti per La Maddalena. Dalla banchina del porto di Palau partono anche le gite turistiche e le escursioni guidate per l'arcipelago di la Maddalena e le sue isole. Da non perdere.

La costa di Palau, che va da Porto Liscia a Capo d'Orso è modellate dai venti che soffiano costantemente, comprende Porto Pollo, Cala Trana, Punta Sardegna fino alla rada di Mezzoschifo. La leggenda vuole che Omero ubicasse proprio in questo tratto di mare il villaggio dei Lestrìgoni.

A 5 km dall'abitato merita una visita la famosa Roccia di Capo d'Orso.

Uscendo da Palau, prima di riprendere la 133, si consiglia di svoltare a destra per Porto Rafael. Questo elegante borgo turistico si fa ammirare per le belle ville perfettamente immerse nella macchia mediterranea.

Arzachena e i suoi Giganti

Poche casette attorno alla chiesa di Santa Maria Maggiore. Questa era Arzachena fino alla fine dell'Ottocento. A trasformare il piccolo borgo in una città punto di riferimento e "amministrazione" del turismo della Costa Smeralda ci ha pensato il boom economico e turistico. Dalla metà del secolo scorso, infatti, Arzachena crebbe in modo smisurato, fino a meritarsi l'appellativo di Capitale della Costa Smeralda. Molte, oltre alla costa smeralda, porto cerco porto rotondo, sono le cose da vedere ad Arzachena. Prendendo la 125 in direzione di Olbia si arriva al nuraghe Albucciu. Partendo dal centro storico, si seguono le indicazioni per Monti Incappidatu conosciuto come la roccia del fungo per la sua particolare forma allungata.

Prendendo ancora la statale in direzione di Tempio Pausania per 6 km si arriva ad una rotatoria. Prosegui per Palau e gira a sinistra verso Bassacutena. Dopo 3 km si incontrano i segnali turistici per la tomba di Li Lolghi.

Posizionata in cima a una collina, la costruzione presenta una maestosa stele composta da due lastre di granito sovrapposte. Poco più lontano si apre alla vista la spettacolare necropoli di Li Muri, unica testimonianza in Sardegna della Cultura dei Circoli di Arzachena. Vicino all'antica necropoli, si tro la tomba di Lu Coddho 'cchju o di Capichera, eccezionale testimonianza dell'età neolitica. Lunga 14 metri e dominato da una stele di granito alta 4 metri, l'edificio funerario, come la già citata tomna di Li Lolghi, viene chiamato tomba dei giganti.

Porto Cervo vip golf e spiagge

Porto Cervo costruita da Karim Aga Khan, diventa in breve tempo tempio e meta del turismo di elite. Caratterizzata dalle tipiche architetture mediterranee, perfettamente in armonia con la macchia e il paesaggio circostante. Porto Cervo si sviluppa tutta attorno alla famosa Piazzetta delle Chiacchere. Assolutamente da vedere la chiesa di Stella Maris.

Wed, 15 Dec 2010 18:41:50 GMT

ITINERARIDA PORTO ROTONDO A GOLFO ARANCI

GOLFO ARANCI: 29/09/2012

Percorso Suggerito: Nella splendida Costa Smeralda un breve percorso tra Porto Rotondo e Golfo Aranci

Porto Rotondo - Costa Smeralda

Addentrarsi nel cuore della Costa Smeralda. Spiagge incontaminate, mare verde smeraldo, promontori rocciosi che fanno da cornice ad un paradiso terrestre. La macchia mediterranea che inebria e profuma l'aria. Uscendo da Porto Cervo, ideale punto di partenza del tragitto, si percorre la strada litoranea per poi svoltare a destra in direzione di Abbiadori e segui le indicazioni per Cala di Volpe.

Dopo una serie di tornanti percorsa l'ultima curva ecco apparire un panorama mezzafiato. La spiaggia di Cala di Volpe, esclusiva, frequentatissima d'estate da un turismo di elite. Lasciandosi alle spalle Cala di Volpe con le sue rinomate spiagge, tra cui la famosissima Capriccioli, si costeggia lo splendido tratto di costa per giugnere a Porto Rotondo. La particolare conformazione dell'insenatura fa si che Porto Rotondo sia armoniosamente inserito in un contesto naturale. Da questo punto si può godere della vista di tutta la Costa Smeralda con le sue acque cristalline.

Nonostante il grande sviluppo, il borgo si è sviluppato attorno alla famosa piazzetta. Da non perdere la Chiesa di San Lorenzo, con le sue 20 statue sacre, scolpite nel legno di Mario Ceroli.

Porto Rotondo con le sue stradine animate da una serie di boutiques e show room delle più famose marche internazionali. Porto Rotondo come Porto Cervo, ma in generale la costa smeralda, sono sinonima anche di gossip. Nei negozi esclusivi, nei locali rinomati o anche solo per le vie è facile incontrare personaggi famosi intenti a godersi la vita. Per capire quanto è elittario il turismo in costa smeralda basta fare un salto al porto per dare uno sguardo alle prestigiose barche ormeggiate.

Golfo Aranci

Lasciando la Costa Smeralda in direzione di Capo Figari si arriva a Golfo Aranci. Antico borgo di pescatori conosce la sua espansione nel 1888 quando diviene capolinea dei servizi marittimi con la penisola. Oggi il porto di Golfo Aranci è stato ridimensionato, arrivano e partono le navi che collegano la Sardegna al Contininente nel periodo estivo. Ma molte attività sono state spostate sul vicino porto dell'isola Bianca di Olbia.

Da non perdere se passate per Golfo Aranci è l'isolotto di di Figarolo, suggestiva oasi naturalistica. In questo isolotto trovano riparo, tra la macchia mediterranea, una nutrita colonia di Mufloni.

Vicino alla stazione di Golfo Aranci si trova il Pozzo Sacro nuragico di Milis. Fuori dall'abitato, invece, in direzione di Olbia, si trova il tempio a Pozzo di Sa Testa, all'interno una scala con 17 gradini.

Sat, 29 Sept 2012 23:00:28 GMT

ITINERARIISOLE: LA MADDALENA, CAPRERA, SANTO STEFANO, SPARGI, BUDELLI, RAZZOLI E SANTA MARIA

LA MADDALENA: 10/12/2013

 Percorso Suggerito: Partendo da Palau con arrivo a La Maddalena. Da qui partono diversi tour che portano a esplorare le Isole dell'Arcipelago. Caprera, Santo Stefano, Spargi, Budelli, Razzoli e Santa Maria.

La Maddalena, Caprera, Santo Stefano, Spargi, Budelli, Razzoli e Santa Maria in una "Parola Sola" L'Arcipelago di La Maddalena.

Fastagliati litorali granitici, acque trasparenti, paesaggi incontaminati e un patrimonio ambientale eccezionale. Questo è l'Arcipelago di La Maddalena. Oasi naturalistica tra le più suggestive del Mar Mediterraneo. L'Arcipelago prende il nome dall'Isola principale, La Maddalena. L'Isola si estende per circa 50 chilometri quadrati. Nel 1996 lo Stato decreta l'importanza di questo luogo trasformandolo in Parco Nazionale.

L'Arcipelago è costituito da sette isole maggiori più un numero imprecisato di scogli e isolotti. La Maddalena, Caprera, Santo Stefano e Spargi si trovano in prossimità delle coste della Gallura, invece Budelli, Santa Maria e Razoli si affacciano sulle Bocche di Bonifacio.

La parte più abitata di La Maddalena è la costa meridionale. Partendo dal Porto di Palau è possibile prendere uno dei tanti traghetti, (circa uno ogni mezz'ora) si arriva a La Maddalena.

La Maddalena

Dalla forma triangolare, La Maddalena è per la maggior parte formata da un altipiano che tocca la sua altezza massima a Guardia Vecchia. Abitata fin dall'epoca preistorica, conosce il boo economico nel 1887 quando, il governo italiano decide di stanziarvi una base strategica della Marina e poi della Nato. Oggi la base nato è stata smantellata, gli abitanti di La Maddalena sono in attesa di conscere il futuro dell'isola. Intanto a Luglio ospiterà il G8 (anno 2009). Oggi la città è sede lella Scuola Allievi Sottoufficiali della Marina Militare Italiana e meta degli appassionati di Vela. Arrivando al porto di La Maddalena imboccate le caratteristiche vie che portano al centro abitato dove si apre la bella e frequentatissima Piazza Garibaldi. Da non perdere una sosta in uno dei caratteristici e affollati caffè. Nel centro storico da vedere anche la Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Maddalena, all'interno due candelabri e un crocifisso d'argento, dono dell'ammiraglio Nelson, che stazionò nell'isola di La Maddalena prima della battagli di Trafalgar. Per finire la passeggiata arrivate fino a Cala Gavetta e troverete un'incantevole porto peschereccio. A questo punto tornate in dietro, prendete la macchina e imboccate, dal porto, la strada panoramica che vi farà fare il Giro dell'Isola. Tra incantevoli cale, spiagge deserte (d'estate un pò meno), la passeggiata di circa 20 km vi regalerà un panorama che difficilmente dimenticherete presto.

Caprera L'isola di Garibaldi

Dal Lungomare di La Maddalena si arriva alla diga, foto di sabricolombo
che congiunge l'isola con la vicina Caprera. La Seconda per estensione di tutto l'arcipelago. Caprera deve la sua fama a Giuseppe Garibaldi che qui vi eresse la sua casa e alcuni edifici di servizio. Nel 1978 tutto il complesso venne organizzato come Compendio Garibaldino, oggi meta turistica. L'edificio più importante è la Casa Bianca, dove l'uomo trascorse l'ultima parte della sua vita. Estermamente suggestiva la pineta che circonda tutto il Compendio. Vicino alla Casa si trova anche la Tomba di Garibaldi. Fino a qualche anno fa si poteva assistere al cambio della guardia della Marina Militare. Un marinaio era sempre di picchetto di fronte alla tomba di Garibaldi.

Spiaggia Rosa di Budelli

Da La Maddalena, ma anche da Palau è possibile salire nei tanti battelli che partono per esplorare l'arcipelago. Essendo un Parco Nazionale è l'unico modo per "girare" l'arcipelago senza arreccare danni all'ambiente. Costeggiando La Maddalena in direzione delle Bocche di Bonifacio, si raggiunge Spargi. Aspra e impervia ospita un insediamento di pastori e la bella Cala Corsara. Proseguendo verso Nord ecco Budelli e la sua spiaggia rosa, frutto di minuscole particelle di corallo. A Nord-ovest e a Nord-est le isole di Razzoli e Santa Maria si pongono come bastioni all'ingresso delle Bocche di Bonifacio. Razzoli, disabitata, è accessibile solo dall'insenatura di Cala Lunga. Santa Maria, pianeggiante, ospita un piccolo centro abitato i cui abitanti sono dediti all'agricoltura.

Tue, 10 Dec 2013 20:39:20 GMT

ITINERARIDA OLBIA A LA CALETTA PASSANDO PER PORTO SAN PAOLO, TAVOLARA, SAN TEODORO E BUDONI

BUDONI: 07/09/2013

Percorso Suggerito: Da Olbia prendi la SS 125 che costeggia il Golfo di Olbia. Passaggio all'Isola di Tavolara  da Porto San Paolo e Ritorno. A Porto San Paolo riprendi la statale, visitanto San Teodoro, Budoni e La Caletta.

Olbia

Olbia è il porto "naturale" che collega l'isola al continente fin dai tempi antichi, soprattutto dall'epoca romana in poi. Negli ultimi trent'anni questo ruolo si è rinnovato con grande vigore, forte dei collegamenti assicurati dai traghetti, dell'impulso turistico avuto dall'isola e della svilupparsi di zone residenziali di alto livello nelle sue immediate vicinanze.

L'Isola di Tavolara

Prendendo la SS125 in direzione sud iniziamo a costeggiare il mare. La costa di Olbia è considerata fra le più belle in assoluto dell'itinerario costiero italiano. Dopo 10 km di meraviglie naturali arriviamo a Porto San Paolo, punto di riferimento per raggiungere l'Isola di Tavolara posta di fronte. Tutt'intorno si aprono spiagge di rara bellezza, caratterizzate dalle piccole dimensioni e inframmezzate da scogliere basse di granito rosa.

Di forma trapezoidale, l'isola si presente come un immenso tavolato calcareo che emerge dal mare come un bastione, è lunga sei chilometri, larga uno e altra poco più di 500 metri. Pochi abitanti, due ristoranti un suggestivo cimitero e una storia singolare di "principato": un "commissario" della piccola isola accoglie i turisti raccontando la leggenda che vede il posto come punto franco e sede di un auto-proclamato governatorato che si prerde nella notte dei tempi e che si tramanda per tradizione fra i pochissii residenti.

Dal 1991, nel mese di luglio, si tiene il Festival del Cinema Italiano che negli anni ha acquistato iportanza e notorietà.

Capo Coda Cavallo

Riprendendo la strada da Porto San Paolo verso sud le spiagge si fanno più ampie. La più frequentata è Cala Coda Cavallo, vera e propria punta naturale, non molto distante da San Teodoro. La zona è caratterizzata dalla limpidezza delle acque e dalla straordinaria bellezza del panorama; scrutando l'orizzonte si può vedere l'isolotto di Proratora e sullo sfondo proprio Tavolara e Molara.

Verso La Caletta

Scendendo verso San Teodoro tante sono le cale che si incontrano: Cala Brancichi, Cala Girgolu, Lu Impostu, Isuledda e La Cinta. Arrivati a San Teodoro si arriva alla "terra di mezzo" tra la cultura agropastorale della Barbagia e la vocazione più continentale della Gallura. Lo sviluppo sfrenato e veloce del turiso negli ultim anni ha trasformato San Teodoro da piccolo centro a località marina ad altra densità e continua evoluzione. Un dato per dare un'idea: 3500 abitanti nel periodo estivo diventano 100.000 nei mesi estivi.

Budoni Siniscola la Caletta

Riprendendo l'Orientale sarda si incontra Budoni: da non perdere le spiagge di Sant'Anna   , si arriva a Siniscola dove si incontra La Caletta, porto turistico scuola di vela e centro balneare fra i più conosciuti della costa orientale.

 

 

Sat, 7 Sept 2013 15:52:47 GMT

ITINERARIDA DORAGLI A LANUSEI PASSANDO PER BAUNEI SANTA MARIA NAVARRESE TORTOLÌ

TORTOLI: 12/10/2012

Percorso Suggerito: Da Dorgali, continuando lungo la costa con la ss 125 scendiamo verso sud e incontriamo: Baunei e poi entriamo in Ogliastra, Santa Maria Navarrese poi Tortolì e Abatax. Finaimo all'interno nel comune di Lanusei percorrendo la SS 128.

Fra Barbagia e Ogliastra

Seguendo la SS 125 troviamo Dorgali, a metà strada tra il monte Bàrdia e il mare. Dorgali ha conosciuto negli ultimi anni un forte sviluppo turistico.

Dorgali risulta essere un punto strategico, grazie alla sua posizione è il punto di partenza ideale per andare ad esplorare questo angolo di Sardegna. A est il pesaggio marino incontaminato, a ovest, il Parco Nazionale del Golo di Orosei e il Gennargentu che segna di fatto l'inizio del territorio della Barbagia.

Dorgali, nota anche per la lavorazione orafa della Filigrana d'oro, dei tappeti e delle ceramiche, conserva un bellissimo e singolare centro storico in pietra scura. Da non perdere la Parrocchiale di Santa Caterina risalente al '700 con all'interno imponenti altari lignei.

Passeggiando su via La Marmora e via Umberto, le strade principali di Dorgali dove si aprono le botteghe e i negozi caratteristici.

Prima di lasciare Dorgali non dimenticate di fare un salto nell'interessante Museo Civico Archeologico dove potrete ammirare alcuni reperti di epoca prenuragica, romana e medievale.

Lasciando Dorgali e proseguendo con l'orientale sarda dirigetevi verso Baunei che dista 50 km ed è considerata la Porta della nuova provincia dell'Ogliastra.

Tappe da non perdere e obbligatorie sono: Cala Gonone con le sue bellissime spiagge ma sopratutto porto di partenza se volete visitare Cala Luna e la fantastica grotta del bue marino. Domicilio di alcuni esemplari di Foca Monaca.

 

Baunei

Dominata da un ripido muraglione calcareo che conferisce al paese un aspetto montano nonostante sia praticamente sul mare, si presenta come importante polo turistico della costa ogliastrina. Da vocazione pastorale Baunei si sta trasformando in un paese a forte vocazione turistica.

Da Vedere la seicentesca parrocchiale di San Nicola, da non perdere le spiagge di santa maria navarrese, cala goloritze, cala mariolu e cala sisine. Addentrandosi nell'interno è possibile raggiungere facilmente la voragine del Golfo, altopiano calcareo di natura carsica profondo quasi 300 metri dal quale poi si può arrivare ai margini del supramonte. Uscendo da Baunei in direzione sud dopo pochi chilometri arriviamo a Lotzorai e Santa Maria Navarrese, località balneare dalla quale è possibile visitare l'isola dell'Ogliastra.

Punti di interesse a Santa Maria Navarrese sono: la chiesa medevale vicino alla quale troneggiano un ulivo secolare di grandi dimensioni e una massiccia torre seicentesca. Da qualche anno è stato costruito il porto dal quale partono i battelli per visitare il golfo di orosei e le varie calette della zona, angoli pressoché incontaminati, quindi massimo rispetto se si ha la fortuna di visitare questi luoghi.

Totolì la capitale dell'Ogliastra

Scendiamo ancora verso sud, dopo circa 20 km arriviamo a Tortolì, sede religiosa fin dal 1927 ospita il Palazzo Vescovile. Da ammirare l'ex cattedrale di Sant'Andrea di stile barocco del tardo '700. Tortolì è famosa nel mondo dell'arte perché negli ultima nni è stata meta di artisti internazionali che hanno animato le piazze con singolari opere plastiche che hanno dato vita ad un museo a "cielo aperto".

Attaccato a Tortolì è Arbatax piccolo centro famoso per la scogliera di porfido rosso situata nei pressi del Porto e  sede per anni del ROCCE ROSSE & BLUES. Da non perdere il panorama che si scorge dal faro di Capo Bellavista. Altresì non mancate di dare un'occhiata a Cala Moresca, piccola spiaggia vicino a Capo Bellavista.

La presenza del porto e della stazione del trenino verde fanno di Arbatax un importante centro di collegamento con il continente per via del terminal conle linee dei traghetti (il porto). Con il resto dell'isola per via del trenino verde, vecchia ferrovia a scartamento ridotto che è stata riadattata a nuova vita e accompagna i turisti alla scoperta dell'ogliastra più interna ma sempre con uno sguardo al mare fino ad arrivare a Cagliari.

Lanusei

Uscendo da Tortolì proseguiamo attraverso la Strada Provinciale 198, dopo circa 20 km, arriviamo a Lanusei. Nell'800 capitale dell'Ogliastra attualmente è una ambita meta turistica. Da ammirare per imponenza e bellezza la cattedrale di Santa Maria Maddalena e il Tempio di San Giovanni Bosco con la sua alta cupola. Da visitare il Museo Diocesano dell'Ogliastra che raccoglie la storia religiosa di tutta la zona. All'interno reperti archeologici, oggetti religiosi di alto valore ed interesse storico.

 

 

Sat, 29 Sept 2012 23:00:28 GMT

ITINERARIITINERARIO CLASSICO: DA CAGLIARI A CASTELSARDO

CAGLIARI: 07/09/2013

Itinerario: Da Cagliari a Castelsardo
Durata: 15 giorni

Partite da Cagliari, prendetevi 2 o 3 giorni per visitarla: esplorarte il Castello mentre verrete rapiti dalla bellezza del quartiere Marina. Una visita al Museo Archeologico Nazionale con i suoi bronzetti e prima di partire una tappa alla bella spiaggia del Poetto di Cagliari.

Lasciate Cagliari, dirigetevi verso Ovest fino ad Iglesias la regina delle città minerarie della Sardegna. Prima di arrivare a Iglesias fermatevi ad ammirare la Grotta di San Giovanni.

RIsalendo verso Oristano dirigetevi verso la Costa Verde verrete inghiottiti da un panorama meraviglioso, spingetevi fino alla spiaggia di Piscinas e ammirate le sue dune di sabbia.

Superate Oristano andate verso l'interno fino al pozzo sacro di Santa Cristina e il Nuraghe Losa. Altra deviazione verso la mediovale Bosa ma prima una tappa a Santulussurgiu per mangiare e assaporare la cucina tipica.

Da Bosa verso Alghero percorrendo la Litoranea verrete rapiti da un paesaggio incontaminato e di rara bellezza e dove volano i grifoni.

Ad Alghero arrivate fino a Capo Caccia per scendere i gradini che portano alla Grotta di Nettuno. Lascite Alghero verso Sassari: qui una visita al Duomo di San Nicola e al Museo Archeologico Nazionale Sanna.

Finite a Castelsardo. Un paese arroccato su uno sperone roccioso a picco sul mare.

Sat, 7 Sept 2013 15:57:29 GMT

ITINERARIITINERARIO CLASSICO: DA CAGLIARI A NUORO

CAGLIARI: 07/09/2013

Itinerari Classici: da Cagliari a Nuoro
Durata: 21 giorni

Questo itinerario è orientato a farvi scoprire una parte molto selvaggia della Sardegna: Il massiccio del Gennargentu e le spiagge più isolate e appartate saranno i vostri compagni di viaggio. Base di Partenza Cagliari: prendetevi un paio di giorni per visitare il Museo Archeologico Nazionale, i quartieri di Marina e Stampace e un po di relax nella spiaggia cittadina del Poetto.

Puntate verso nord a Barumini trovate il Nuraghe su Nuraxi e il Santuario di Santa Vittoria. Proseguite per Mandas e salite sul Trenino Verde (locomotiva a vapore) che vi porterà fino a Tortolì; alla scoperta della Sardegna descritta da D.H. Lawrence.

Fermatevi almeno un giorno a Tortolì, ottima base per visitare le vicine Cala Gonone con la sua bella spiaggia, e più in là il Golfo di Orosei con la spiaggia paradisiaca di Cala Luna e le Grotte del Bue Marino.

Lasciate Tortolì e spingendovi verso l'interno arrivate fino al passo di Genna 'e Silana e proseguendo a piedi (ma solo se siete esperti o accompagnati da guida), arrivate a Gola Su Gorroppu. Se amate il trekking con una guida locale fatevi accompagnare a Tiscali nel comune di Oliena.

Se volete assaporare la Sardegna più autentica spingetevi fino ad Orgosolo per una lezione di storia e politica illustrata nei Murales di Orgosolo a grandezza naturale. Finiamo il viaggio a Nuoro. Capoluogo della Barbagia e città natale di Grazia Deledda.

Sat, 7 Sept 2013 16:01:05 GMT

ITINERARILA GALLURA IN TRENINO VERDE

OLBIA: 29/09/2012

Dal 26 giugno 2009 si potrà ammirare il caratteristico paesaggio della Gallura interna con il trenino verde. Le antiche carrozze attraverseranno il territorio fatto di rocce granitiche, boschi, sughereti, vigneti, stazzi e pascoli.

Ecco il percorso del Trenino Verde della Gallura:

Tutti i venerdì si parte alle ore 9.50 dalla stazione di Palau o di Arzachena. Dopo una sosta panoramica sul lago del Liscia nel cuore della campagna è previsto uno spuntino a base di pane e vino locale.

Alle 11.40 è previsto l'arrivo alla stazione di Luras. Da qui, con un autobus, si raggiunge l'area archeologica di Tempio in cui si potrà visitare con una guida il Nuraghe Majori, stupendo esempio architettura nuragica del 1300 a.c.

Il percorso continua nella Gallura più interna: dopo una sosta panoramica in cui si potranno ammirare il monte Pulchiana e la valle della luna, si farà tappa nel bosco o in un agriturismo per la degustazione di: salumi, formaggi, zuppa gallurese, pecora con patate, carne alla griglia, torrone. Il tutto accompagnato da vino e abbardente.

Nel pomeriggio tappa ad Aggius: incastonato tra monti e querce, con le abitazioni di pietra a vista, è uno dei borghi più belli della Gallura. Sono previsti la visita al laboratorio dei tappeti realizzati con il telaio a mano e un brindisi finale con mirto.

Informazioni
tel. +39 0784 629825 - tel. +39 338 5626350

Biglietti:
Il costo della gita è di 63 euro e include il biglietto per il trenino verde, il pranzo e l'autobus fino al Nuraghe Majori. La visita al Nuraghe si paga a parte (2,5 euro).

Sat, 29 Sept 2012 23:00:28 GMT

ITINERARIIL GIRDINO DELLE FARFALLE A BERCHIDDA (OT)

BERCHIDDA: 09/11/2013

Il Giradino delle Farfalle

E' stato inaugurato domenica 14 giugno 2009 sul Monte Limbara, a due passi dal paese di Berchidda, il Giardino delle Farfalle. Il Monte Limbara conserva ambienti naturali intatti e ospita una fauna entomologica molto ricca. L’iniziativa, che comprende anche un centro didattico, è dell’Ente Foreste della Sardegna e si inquadra negli eventi di promozione turistica del territorio dell’Ente.

Nel Parco si potranno ammirare specie di farfalle rare ed endemiche della Sardegna completamente libere, mentre si nutrono del nettare dei fiori e depongono le uova sulle piante. Attraverso appositi disegni si potranno apprendere il nome, la biologia, la metamorfosi, la funzione e i rapporti ecologici delle diverse specie di farfalla: un modo nuovo di conoscere questi animali, che si rinnova di stagione in stagione.

In Sardegna sono 54 le specie di farfalle diurne osservate, alcune di queste endemiche e legate sopratutto alla presenza di specialità botaniche circoscritte in territori limitati del Limbara e del Gennargentu. Tra le farfalle più preziose presenti sul Limbara si segnalano la Esperide sardo-corsa, il Macaone sardo, la Pieride sarda, la Vanessa sarda, la Ninfalide della Sardegna, la Licena sardo-corsa, il Satiro aristeo, la Maniola dei nuraghi, la Corinna e la Lasiommata sarda.

Informazioni:
Foresta Demaniale Monte Limbara Sud: tel. +39 079 704917
Servizio Territoriale di Tempio Pausania: te. +39 079 678721
efs.te@enteforestesardegna.it

Orari di apertura del Giardino:
dal lunedì al venerdì dalle 8:30 alle 15:30. Sabato e Domenica: chiamare la Cooperativa Tourism Sardinia ai numeri +39 340 8208482 – +39 348 0819226, oppure contattare la stessa all’indirizzo info@tourismsardinia.com

Per escursioni, visite guidate, pacchetti soggiorno ed escursioni nell’area del Monte Acuto:
Cooperativa Tourism Sardinia – Ufficio Turistico di Berchidda
Casa Meloni – Sanna Piazza del Popolo,1 – Berchidda
tel. +39 3408208482 - +39 3480819226
info@tourismsardinia.com

Consulta la brochure del Giardino delle Farfalle

Si arriva a Berchidda percorrendo la Strada statale 597 Sassari â€Â Olbia oppure la Strada Provinciale 62. Dal centro di Berchidda si seguono le indicazioni per l'Ufficio Forestale Km.3, fino alla bacheca che indica l'ingresso sud della foresta con il punto informazioni. Da Tempio si arriva fino all'eliporto di Valliciola e si scende fino al laghetto di Li Sciucchi: siamo già all'interno della foresta. Proseguendo lungo una strada di rilevante pendenza per 10 km si arriva agli uffici e al punto di informazioni.

Sat, 9 Nov 2013 01:12:19 GMT

ITINERARINURAGHE ASORU

SAN VITO: 28/05/2012

Nuraghe Asoru

Se siete dalle parti di San Vito non tralasciate di visitare il Nuraghe Asoru in località San Priamo nel comune di San Vito. Ormai in stato di abbandono, il nuraghe si trova in una buona prosizione per dominare il panorama della pianura che va dal sarrabus fino al campidano.Costituito da una torre centrale, un cortiletto interno e due torri inserite nel muro esterno.

Per saperne di più visita http://www.ilportalesardo.it/archeo/sanvito.htm

Wed, 15 Dec 2010 18:41:50 GMT

ITINERARICASTELLO DI QUIRRA E CHIESA DI SAN NICOLA, VILLAPUTZU

VILLAPUTZU: 29/05/2012

Se siete nei pressi di Villaputzu non tralasciate di visitare la Chiesa di San Nicola di Quirra e il Castello di Quirra.

 

Il castello di Quirra fu costruito nel XII secolo dai sovrani del regno di Cagliari a difesa del confine con quello di Gallura e fu teatro di diversi eventi politici a partire dal 1324, anno in cui fu occupato dalle truppe catalano-aragonesi

 

Wed, 15 Dec 2010 18:41:50 GMT

ITINERARIMANDAS - ISILI - SORGONO CON IL TRENINO VERDE

SORGONO: 29/05/2012

«Ero sorpreso di come il piccolo motore
prendesse bene i continui pendii ripidi,
di come emergesse coraggiosamente
sulla linea dell’orizzonte. È una strana
ferrovia. Mi piacerebbe sapere chi l’ha
costruita. Sfreccia su per le colline e giù
per le valli e attorno a curve improvvise
con la massima noncuranza.»
D.H. Lawrence, “Sea and Sardinia”

Mandas - Isili - Sorgono con il Trenino Verde

Così D.H. Lawrence, “Sea and Sardinia”  Nel suo famoso libro descriveva le "gesta" della locomotiva che attraversava in lungo e in largo la Sardegna.

Il precorso che vi proponiamo in questo Itinerario parte da MANDAS per arrivare a SORGONO. Il treno in partenza da Mandas (ore 8.35) è in coincidenza con un collegamento (treno/autobus FdS) in partenza da Cagliari Largo Gennari (ore 6.52). Viceversa, il treno in arrivo a Mandas (ore 19.30) è in coincidenza con un collegamento per Cagliari. (il consiglio è quello di verificare sul sito ufficiale gli orari www.treninoverde.com/ )

Partiti da Mandas, si procede sulla linea destinata al trasporto pubblico locale verso Isili, lasciando ad est quella turistica che porta ad Arbatax. In salita si raggiunge la stazione di Serri, poco distante dall’abitato e dall’area archeologica di Santa Vittoria. Questa prima parte del viaggio si svolge attraverso il paesaggio collinare del Sarcidano: ecco la stazione di Isili a sud del paese, che viene attraversato in tutta la sua lunghezza e che si lascia dopo aver lambito l’importante area nuragica di Is Paras.

La linea si tuffa nella vallata del Rio Mannu, dove dal 1991 è stato creato il lago artificiale di Is Barroccus, che ha isolato su uno sperone la chiesetta di San Sebastiano; si arriva alla stazione di Sarcidano, un tempo molto importante perché da qui partiva anche la ferrovia per Ales e Villacidro, ora smantellata, ma percorribile per lunghi tratti come pista ciclabile.

La vegetazione gradatamente aumenta e si va salendo fra il verde della macchia mediterranea. Si raggiunge ora la stazione di Nurallao, in posizione dominante sul sottostante paese.

Da qui inizia un gran bel tratto, con la linea a mezza costa dominante sulla vallata, con lo sfondo, ad ovest, del profilo piatto della Giara di Gesturi. Si superano le fermate di Cignoni e di Su Lau e si arriva alla graziosa stazione di Laconi, dopo aver attraversato il parco del paese.

Da questo punto in poi, sulla linea c’è un’altissima densità di opere d’arte di ingegneria ferroviaria, necessarie per superare le asperità del territorio, tra cui il viadotto in curva di Gennesitzu, formato da tre travate metalliche.

Ecco le fermate di Funtanamela e, poco dopo quella di Ortuabis, utilizzata nel passato dagli operai della miniera di Funtana Raminosa. Si sta passando nella Barbagia di Belvì: dopo aver costeggiato l’area dell’imponente nuraghe Nolza, ecco che si arriva alla stazione di Meana, che appare ad ovest poco distante. La vista si apre in un anfiteatro di monti, con bei panorami a ponente fino al mare di Oristano.

Poco dopo la fermata di Castiau, tra i tanti ponti è da rilevare quello diParalà, lungo 80 m, in curva e a due ordini d’archi; quindi si  attraversa la più lunga galleria della linea (S’Arcu di 999 m) e si arriva ad una delle più apprezzate destinazioni del viaggio: la graziosa stazioncina di Belvì e di Aritzo, sotto il caratteristico profilo del Monte Texile. Il treno prosegue la corsa nella vallata del Rio Uatzu (un affluente del Tirso, il fiume più lungo della Sardegna); in fondo, avanti e in alto, appare Tonara, la cui stazione è la prossima che si incontra, in comune con il paese di Desulo, nascosto nell’altro versante della montagna.

Da qui la linea, con serpentini avvolgimenti e altre importanti opere di ingegneria, come l’imponente ed elegante viadotto di Su Sammuccu, sale a valicare il contrafforte che porta nel Mandrolisai alla conca di Sorgono, il centro più importante della zona, nella cui stazione ha termine il viaggio.

Fonte: http://www.sardegnaturismo.it/documenti/1_101_20070327154304.pdf

 Per info sempre aggiornate sul Trenino Verde Sardegna a questo link http://www.treninoverde.com/Il%20Trenino%20Verde%2007%20ital/Il%20Trenino%20Verde%20home/trenino%20verde%20point.html

Thu, 16 Dec 2010 09:40:49 GMT

ITINERARISARDEGNA CINEMATOGRAFICA - COSTA VERDE (MD)

ARBUS: 29/05/2012

Sardegna Cinematografica

La costa verde è stata il set, negli anni, di diversi film di successo. In questo itinerario che tocca Spiaggia di Piscinas, Arbus - La Miniera di Montevecchio, Guspini - e come ultima tappa Cala Domestica la spiaggia di  Buggerru.

Prima Tappa

La spiaggia di Piscinas, nel Comune di Arbus precisamente nel villaggio della Marina di Arbus, è stato il set del film "Black Stallion", film prodotto da Francis Ford Coppola e girato da Caroll Ballard nel 1979. Il film narra la vicenda dell’amicizia fra il dodicenne Alec e un cavallo che lo salva da un naufragio portandolo su un’isola deserta.

Seconda Tappa

Lo stabilimento minerario di Montevecchio ha nel 1997 è stato il teatro per le riprese del film "Il figlio di Bakunìn" di Gianfranco Cabiddu. Da un romanzo (1991) di Sergio Atzeni. Chi era l'anarchico sardo Tullio Saba, detto “il figlio di Bakunin”, minatore, cantante, sindacalista: capopopolo o demagogo? ribelle o ladro assassino? amante appassionato o sottaniere? lavoratore o speculatore? eroe o traditore? Attraverso una serie di testimonianze contraddittorie che è anche un gioco degli specchi alla ricerca di un'impossibile verità univoca, si fa la cronaca della Sardegna dagli anni '30 alla fine dei '50. Un film lindo, diligente, corretto, soltanto illustrativo. Prodotto da Giuseppe e Francesco Tornatore, premiati con una Grolla d'oro. (da morandini)

Terza Tappa

La spiaggia di Cala Domestica, a Buggerru, una spiaggia "controllata" da una torre spagnola, le rovine degli edifici minerari hanno fatto da set del film "Sebastiane" del 1976

Percorso: 43 km
Tempo di percorrenza stradale: 00h48

Per approfondimenti:  http://www.sardegnaturismo.it/index.php?xsl=76&s=5463&v=2&c=3190&t=1

 

Thu, 16 Dec 2010 10:10:51 GMT

ITINERARICASTELSARDO

CASTELSARDO: 29/05/2012

CASTELSARDO E L'ANGLONA

Da Sassari pendendo la SS127 in direzione di Osilo da non perdere una visita al Castello dei Malaspina arroccato in un ripido pendio di un colle dalla cui cima è possibile ammirare le colline dell'Anglona e un pò più in là le Bocche di Bonifacio fino alla Corsica, a sud invece è possibile scorgere le alcure del Monte Limbara. Osilo è famosa per il suo Costume Tradizionale che viene, ancora oggi, sfoggiato nei giorni di festa. Continuando si attraversano i centi abitati di NULVI e LAERRU, una piccola deviazione sulla SS134 ci porta a SEDINI, dove troviamo la Domus de Janas "SA ROCCA" dove all'interno ammireremo un piccolo ma significativo museo.

(Foto di http://chetepossum.blogspot.com/2008_08_01_archive.html )

Poco prima di Arrivare a Castelsardo a lato della strada si trova la Roccia dell'Elefante (in foto), all'interno, scavata una Domus de Janas con scolpite, sulle pareti, delle protomi bovine, segno che la roccia è così da migliaia di anni.

 

 

  

CASTELSARDO

(Foto di Bordas )

Qualche curva è arriviamo a Castelsardo. Non è difficile riconoscere questa bellissima località, originale nella sua posizione. Castelsardo si mostra raccolto intorno ai resti di una grande rocca, poggiato su un cono trachitico, sembra quasi che esca dal mare. Attraversata da diverse dominazioni, deve il suo nome ai Savoia che decisero per il nome attuale di Castelsardo nel 1769. Come è facile immaginare il comune di Castelsardo si presente con una rete di vicoli e gradinate, ogni tanto, mentre vi capiterà di passeggiare all'improviso potrete ammirare il mare che fa breccia tra i vicoli. Da vedere la cattedrale di Sant'Antonio Abate del XVII secolo e la chiesa di Santa Maria. Importante è l'artigianato locale per la lavorazione dei cestini creati con l'intreccio di foglie essicate di palma nana. Pianta che cresce nelle campagne vicine a Castelsardo.

CASTELSARDO LE SPIAGGE

Superato il Porticciolo di Castelsardo e la località di LU BAGNU la costa di Castelsardo, compresa tra Punta Tramontana e Platamona si presenta con fondali non tanto alti e sabbiosi. Mare verde smeraldo e sabbia bianchissima sono circondati da boschi di pini marittimi.

CASTELSARDO EVENTI

Il lunedi della Settimana Santa le vie di Castelsardo sono teatro della suggestiva processione del "Lunissanti".

8 Feb 2011 15:21:58 GMT

ITINERARIIL TRENINO VERDE - BOSA MARINA

BOSA: 31/05/2012

Inaugurata il 26 dicembre del 1888, la linea ferroviaria lunga 48 km univa il capoluogo del Marghine, Macomer, con il capoluogo della Planargia, Bosa.

Non fu semplice realizzare questa linea ferroviaria, il territorio impervio e i continui saliscendi costrinsero alla costruzione di 32 sottopassaggi, una galleria e 210 ponti e ponticelli.

Da qualche hanno le Ferrovie della Sardegna e l'ESIT, dopo anni, nei quali la linea funzionava e serviva solamente i comuni tra il Comune di Tresnuraghes e la città di Macomer e poi sopressa, ha deciso grazie anche al piano regionale che ha visto convertire le linee regionali in linee turistiche, con il nome di Trenino Verde.

Attualmente la linea è attiva Tra Macomer e Bosa Marina, si sono "persi" qualche chilometro di linea che univa Bosa a Bosa Marina. Nei mesi estivi, anche negli altri periodi ma su prenotazione, è possibile fare un viaggio nel passato. A bordo di una litorina, (nei primi anni di servizio del trenino verde era possibile viaggiare con una vera e propria locomotiva a vapore, ma è stato abbandonato il progetto perchè troppo alto il rischio di incendio dovuto al carbone che alimentava la locomotiva e che poteva fare da innesco di qualche incendio) è possibile percorrere il tratto che collega Macomer a Bosa Marina, un viaggio di circa due ore che permette di godere di un paesaggio molto suggestivo, dove si può ammirare l'entroterra insieme al litorale marino.

Per il calendario delle partenze per acquistare i biglietti e itinerari accedete al sito www.treninoverde.com/ purtroppo il sito non è all'altezza, risulta lento "antico" ma il viaggio nel trenino verde vi resterà nel cuore

Ci sono anche altre linee di Trenino Verde, è possibile immergersi nella Gallura con la Tratta Sassari-Tempio-Palau , oppure godere dell'Ogliastra più vera sulla tratta Mandas-Arbatax o il Nuorese con Isili-Sorgono. Quattro itinerari che lo scrittore David Herbert Lawrence «La Sardegna è ampia, consueta, nient'affatto irregolare, ma che svanisce in lontananza. Dà una sensazione di spazio... incantevole spazio intorno e distanza da viaggiare, nulla di finito, nulla di definito. E' come la libertà stessa.»

 

Mon, 12 Sept 2011 11:34:55 GMT

ITINERARIITINERARIO ALLA SCOPERTA DEL PARCO DEI SUONI A RIOLA SARDO

RIOLA SARDO: 08/12/2012

Il Parco dei suoni, realizzato nelle cave dismesse d’arenaria a Su Cuccuru Mannu. Il tema sonoro-musicale costituisce la “spina dorsale” della sistemazione generale e si articola in un insieme di percorsi sonorizzati che attraversano gli spazi delle cave e le aree contigue. Le sistemazioni sono in massima parte a cielo aperto, mirate a realizzare ambienti ad alto contenuto evocativo sotto forma di “sculture sonore”. Ciascun percorso-itinerario corrisponde ad un ambito tematico sonoro-musicale. Il centro visite del parco sonoro, di circa 600 mq., fornisce al visitatore i servizi informativi e di supporto e contiene, l’atrio d’ingresso, la sala polifunzionale, il bookshoop, la sala per le consultazioni multimediali, la caffetteria snack , gli uffici, i servizi ed un ampio magazzino.

Sat, 8 Dec 2012 17:17:12 GMT

ITINERARII MURALES DI TINNURA

TINNURA: 29/09/2012

Tinnura è un comune di 272 abitanti della provincia di Oristano, conosciuto per i suoi famosi murales. Da qualche anno grazie all'amministrazione comunale il piccolo centro di Tinnura diventa una mostra di murales a cielo aperto.I murales sono realizzati per la maggior parte dall'artista sarda Pina Monne.«Con i murales voglio far rivivere l'identità di luoghi altrimenti dimenticati», dice Pina Monne. L'artista di Irgoli va in giro in tutta la Sardegna a fotografare i posti più particolari che ispirano la sua pittura. In questa galleria fotografica ne ammiriamo alcuni nel comune di Tinnura. Maggiori Informazioni  http://www.pinamonne.it Per vedere la galleria di foto clicca qui

Sat, 29 Sept 2012 23:00:28 GMT

ITINERARINORA

PULA: 28/05/2012

Wed, 15 Dec 2010 18:41:50 GMT

ITINERARITEMPIO DI ANTAS

FLUMINIMAGGIORE: 16/12/2012

Tempio di Antas

A Fluminimaggiore in località Sant'Angelo è presente un tempio romano dedicato a Sardus Pater, venne eretto sull'area di un cantuario punico del VI secolo a. C. intitolato a Sid-Addir (protettore di cacciatori e naviganti e pescatori). Purtroppo i tesori che conteneva sono stati trafugati nel corso dei secoli di cercatori di tesori.

 

Wed, 15 Dec 2010 18:41:50 GMT

ITINERARITHARROS

CABRAS: 28/05/2012

Tharros Cabras (Oristano)

Tra le più importanti aree archeologiche urbane della Sardegna, Tharros è una città fenicia sorta sul sito di un villaggio nuragico, sviluppata dai Cartaginesi e quindi dai Romani, è abbandonata nell'Alto Medioevo.

Wed, 15 Dec 2010 18:41:50 GMT

ITINERARICASTELLO MALASPINA A BOSA

BOSA: 10/12/2013

Castello Malaspina a Bosa (Oristano)

Costruito in cima a un colle dai Malaspina nel 1112, e detto anche Castello di Serravalle, è uno dei manieri fortificati della Sardegna. Resano oggi la cinta, le torri e la cappella di Nostra Signora di Regnos Altos.

Per saperne di più visita il sito bosaonline.com

Tue, 10 Dec 2013 20:34:47 GMT

ITINERARIGIARA DI GESTURI

GESTURI: 26/05/2012

Wed, 15 Dec 2010 18:41:50 GMT

ITINERARICOSTA VERDE DUNE DI PISCINAS

ARBUS: 28/05/2012










Wed, 15 Dec 2010 18:41:50 GMT

PORTO TURISTICOPORTO TURISTICO PUNTALDIA

SAN TEODORO: 09/03/2013

PRIMA DI PARTIREE' BENE SAPERE CHE...2

SARDEGNA: 16/12/2012 09:42:00

Nata geologicamente 600 milioni di anni fa e abitata fin dalla preistoria, la Sardegna è la terra più antica del territorio italiano.

Dopo i Nuragici la Sardegna ha subito una serie di lunghe dominazioni: ci furono i fenici, i romani, i piasani, i genovesi e anche i pirati saraceni.

Di questa serie di dominazioni ed invasioni la Sardegna conserva ancora oggi le tracce. Ma nonostante tutto questa terra ha saputo mantenere intatta una forte coscienza unitaria.

L'identità della Sardegna è testimoniata e difesa in nome di una bandiera. Un vessillo d'identità sarda: un campo bianco con croce rossa e le teste di quattro mori.

Questa cultura regionale si manifesta nelle feste tradizionali, nella gastronomia, nell'artigianato, nella lingua, il sardo di origine latina, - per i "continentali" è praticamente impossibile da capire, a parte i due vocaboli che sentirete pronunciare più spesso in un viaggio in Sardegna:

Ajo, che significa letteralmente "andiamo", ma è quasi un intercalare, ed Eya, che significa "si".

In ogni caso i sardi, pur tacciati di essere orgogliosi e testardi, raramente vi parleranno nella loro lingua.

Anzi in Sardegna vi sarà riservata un'accoglienza calda e genuina, soprattutto se programmate il viaggio fuori stagione.

A Luglio e Agosto, anche se sarete i benvenuti, non è il periodo migliore per sperimentare una vacanza in Sardegna. In questo periodo la sardegna viene presa d'assalto, le spiagge sono affollate, alberghi pieni come anche i voli e le navi. Se pensate di fare una vacanza in Sardegna a Luglio e o Agosto prenotate con tempo o rischiate di non trovare posto.

La densità di popolazione è tra le più basse d'italia solo 69 abitanti per Km"2".

Così se partite per una vacanza in Sardegna a primavera oltre che trovare posto, poco traffico vi capiterà di vedere la fioritura della macchia mediterranea e percorrere strade deserte fino ad arrivare alle spiagge nascoste dove regalarvi un bel bagno in solitudine. (già a pasqua è possibile fare il bagno).

Una cosa importante da sapere è che molte spiagge non hanno il soccorso a mare nei periodi di bassa stagione. Quindi attenti.

Sport:
Per chi ama il windsurf la meta d'obbligo è "Porto Pollo" vicino palau  è conosciuto come il tempio del vento. Non mancano poi le possibilità di fare immersioni in quasi tutte le principali spiagge e località di mare della Sardegna.

Letture consigliate:
Canne al Vento di Grazia Deledda o il Padre Padrone di Gavino Ledda, o il Giorno del Giudizio di Salvatore Satta o il disertore di Giuseppe Dessì o Passavamo sulla terra leggeri di Sergio Atzeni

sono queste le letture che vi consigliamo di leggere prima e durante il vostro viaggio in Sardegna.

Se poi siete amanti delle letture contemporanee potete leggere i noir di Massimo Carlotto, oppure Marcello Fois, Flavio Soriga, Salvatore Mannuzzu.

Oppure potete scegliere tra le pubblicazioni della Casa Editrice Ilisso di Nuoro che dedica la collana "Biblioteca Sarda" con i racconti di viaggio di D.H. Lawrence e Paul Valéry.

Il clima:
Mediterraneo, gli inverni sono miti, autunno e primavera tiepidi e le estati calde. Il maestrale è una costante. Portatevi una felpa se andate d'estate.

Sanità:
in ogni località di mare è presente una guardia medica turistica, per altre necessità contattate sempre il 118.

In Auto:
In Sardegna può capitare di incontrare greggi di pecore che transitano al centro della strada. Sassari, Olbia e Cagliari sono i punti di riferimento che bisogna tenere a mente. C'è un'unica superstrada (strada statale 131 o Carlo Felice) che congiunge Cagliari a Sassari e Cagliari Nuoro Olbia. (s.s. 131 bis)

 

Wed, 15 Dec 2010 18:41:50 GMT

PRIMA DI PARTIREE' BENE SAPERE CHE...1

SARDEGNA: 15/04/2009

La Sardegna, regione autonoma a statuto speciale, è la terza regione italiana per superficie. Il suo capolugo è Cagliari e le provincie sono: Nuoro, Oristano, Sassari, Cagliari recentemente ampliate con Medio Campidano, Ogliastra, Olbia Tempio, Carbonia Iglesias.
Le coste frastagliate, sopratutto al nord (le spiagge di granito della Gallura sono diventate una icona della sardegna nel mondo), verso sud, nella zona di Villassimiusm si aprono in lunghe spiagge. Nonostante i sui 1800 km di coste, la Sardegna è una terra storicamente legata alla montagna. I rilievi ormai limati dal vento e dal tempo ma sempre bellissimi: un esempio sono quelli del massiccio granitico del Limbara a nord, e del Gennargentu nella zona centroorientale, poi il monti del Sulcis-Inglesiente a sud.
Le pianure più estese sono il Campidano alle porte di Cagliari e la Nurra, che si estende a Nord-Est di Alghero.

Wed, 15 Dec 2010 18:41:50 GMT

PRIMA DI PARTIREIL SARDO - LA LINGUA SARDA

SARDEGNA: 10/05/2012

Il sardo, lingua appartenente al gruppo neolatino delle lingue indoeuropee. E’ la più diffusa lingua minoritaria in Italia.

Distinta in due sottogruppi, il logudorese-nuorese (si parla in tutta la provincia di Nuoro e in parte in quella d’Oristano, nelle zone della planargia del marghine e del montiferru) e il campidanese (si parla nella provincia di Cagliari e nella restante parte della  provincia d’Oristano ).

Il logudorese è considerato l'idioma più antico e puro, perché è il più vicino al latino introdotto dalla dominazione romana.

Nei secoli, oltre alla dominazione Romana, il Sardo porta i segni d’altre dominazioni. La dominazione spagnola si riflette nel dialetto catalano arcaico che parlano gli abitanti di  Alghero. Nell'isola di San Pietro il dialetto è quello ligure tabarchino risalente al XVI secolo.

Nella parte nord della Sardegna, in Gallura per la precisione, ma anche nel Sassarese, il dialetto logudorese ha subito l'influsso della Corsica.

Nonostante la storica "unità" del popolo sardo, e i vari appelli affinché il governo centrale riconoscesse, il Sardo, lingua ufficiale della Sardegna, l'essere così frammentato in tanti dialetti è stato l'ostacolo al riconoscimento.

Curiosità: l'80% degli isolani parla il sardo in famiglia e con gli amici. Essendo una lingua il sardo (inteso come abitante della Sardegna) distingue e usa in maniera accurata la lingua sarda e la lingua italiana, difficilmente, il cittadino sardo, mischia le due lingue.

Wed, 15 Dec 2010 18:41:50 GMT

PRIMA DI PARTIRECOSA RENDE I SARDI DIVERSI

SARDEGNA: 03/12/2008

  • La Sardegna è una delle cinque regioni italiane a statuto speciale con diritto a una speciale autonomia amministrativa.
  • Il sardo non è un dialetto dell'italiano, ma una lingua appartenente al gruppo neolatino delle lingue indoeuropee.
  • In quanto isolani, numerosi sardi si riferiscono all'Italian come al "continente", dal quale molti ancora sognano l'indipendenza.

Wed, 15 Dec 2010 18:41:50 GMT

PRIMA DI PARTIRELA POPOLAZIONE

SARDEGNA: 10/05/2012

I sardi, gente fiera, siamo sorprendentemente pochi. 60 milioni di “italiani” di cui 1.600 mila i sardi.

Probabilmente il numero dei sardi è maggiore, visto che nei decenni passati molti sono emigrati nella penisola e all’estero.

Quasi la metà della popolazione sarda è concentrata nella provincia di Cagliari con 760.000 abitanti, poi viene Sassari  con 460.000 abitanti. Terza Nuoro con 264.000 e ultima Oristano con 153.000 abitanti.

La densità di popolazione è di appena 60 abitanti per Kmq.

Dati l’esiguo tasso di natalità, gli scarsi flussi migratori interni e l’orientamento di molti giovani propensi a migrare verso il “continente” e l’estero, la popolazione sarda è destinata a calare.

Curiosità: Una stima Istat fissa a 1.246.000 il numero degli abitanti della Sardegna per il 2050.

 

Wed, 15 Dec 2010 18:41:50 GMT