DA MONTEPONI A CARBONIA CON TAPPA A GONNESA E PORTOSCUSO 

Da Monteponi a Carbonia con tappa a Gonnesa e Portoscuso

Da Monteponi a Carbonia con tappa a Gonnesa e Portoscuso a CARBONIA

Percorso suggerito: Da Monteponi, poco fuori Iglesias si percorre la SS 126 toccando Gonnesa. Deviazione a mare per Portoscuoso, davanti all'Isola di San Pietro. Di nuovo sulla SS 126 fino a Carbonia

Monteponi e la Miniera

Lasciata Iglesias ci si immette sulla SS 126 in direzione sud. Dopo pochi km si incontra Monteponi, noto per la sua miniera, tra le più importanti d'Italia. Ancora oggi in attività seppur lontana dagli antichi splendori, Monteponi si distingue per la produzione di acido solforico, solfato di rame e minio.

Il Carbone di Gonnesa, capitale europea del Carbone

Uscendo dall'abitato di Monteponi continuando a percorre la SS si arriva in breve tempo a Gonnesa, caratteristico centro agricolo da sempre legato alle sordi delle vicine miniere di carbone. Visitando alcuni degli ormai abbandonati villaggi minerari, quali Monte Onixeddu e Seddas Moddizzis, la stretta relazione tra la cittadina e l'attività estrattiva salta subito all'occhio. E non poteva essere altrimenti dato che in questi luoghi si trova il più grande giacimento carbonifiro d'Europa.

Ma Gonnesa non è solo miniere, tutt'altro. Il destino ha regalato agli abitanti di questo comune un territorio estremamente interessante sia dal punto di vista naturalistico che da quello storico-culturale. L'immenso litorale sabbioso, su cui domina la caratteristica torre spagnola affiorante dal mare, offre uno spettacolo davvero suggestivo, grazie alla vasta pineta che sembra voler arrestare l'avanzata delle dune dorate. A fare da cornice al litorale la palude Sa masa dove trovano rifugio molte specie di uccelli. Da visitare anche la grotta di Santa Barbara.

Di recente scoperta, vi si possono ammirare anche reperti di archeologia subacquea risalenti all'epoca romana. Numerose sono anche le zone di grande valore storico. Il territorio compreso tra Gonnesa e la frazione di Nuraxi Figus è infatti punteggiato da pozzi sacri, tombe di giganti e, naturalmente, nuraghi, tra cui spicca il nuraghe Seruci con le sue 100 capanne e una maestosa Reggia Nuragica. L'importanza di questo antico insediamento sicuramente uno dei più estesi di tutta l'isolam si riscontra anche nella presenza di alcuni "nuraghi vedetta", posti a proteggere il territorio. Tra gli altri si segnala, sulla strada per Portoscuso, il nuraghe sa Turrita che un tempo controllava l'accesso alla valle di Gonnesa.

Portoscuso e la Mattanza

Lasciando il Nuraghe Seruci si svolta a destra per raggiungere Portoscuso. Cittadina balneare ma, soprattutto centro di pescatori, recentemente è stata riattivata una caratteristica tonnara seicentesca, Portoscuso, si affaccia su uno splendido tratto di mare, a poche miglia dalle isole di San Pietro e Sant'Antioco.

Le chieare e forti origini marinare si manifestano immediatamente nella Tonnara "Su Pranu", costruita circa 400 anni fa per sfruttare al meglio ciò che, insieme agli splendidi coralli, è il grande tesoro di questo mare: il tonno.

La struttura è adibita sia a luogo di lavorazione del pesce, sia a ricovero per le imbarcazioni usate durate la mattanza.

A breve distanza dalla Tonnara è ancora visibile l'antica Torre Spagnola, all'epoca eretta proprio per difendere la Tonnara dai saccheggi dei saraceni.

Il centro abitato, tutto un susseguirsi di stradine, viottoli e case caratteristiche, ruota attorno al porticciolo, approdo particolamente amato dagli appassionati velisti. Chi desiderasse fare una breve "escursione marittima", può recarsi nelle vicina Portovesme, luogo d'imbarco per l'isola di San Pietro. Raggiungibile con circa 45 minuti di navigazione, l'isola ospita la Cittadina di Carloforte. Con i suoi numerosi locali, il paese si rivela meta ideale per trascorrere una piacevole serata.

Carbonia, la città "neonata"

Lasciando l'isola di San Pietro e rintrando a Portovesme, si prosegue in direzione sud-est. Poco dopo aver attraversato il piccolo nucleo di Paringianus, ecco comparire le prime abitazioni di Carbonia, vera e propria città pioniera fondata tra il 1937 e il 1938 per consentire al meglio lo sfruttamento del bacino carbonifero del sulcis,

Costruita secondo il progetto disegnato a quattro mani dall'architetto Guidi e dall'Ingegner Valli e costata circa 325 milioni di vecchi lire di allora, Carbonia ha il suo centro in Piazza Roma, sui cui lati si affacciano gli edifici pubblici. Sul lato est sorge la parrochiale di San Panziano, sul lato destro si trovano la Torre Civita e il teatro.

Di tronte si trova il Municipio, lasciando la piazza centrale e imboccando via Napoli si arriva al Museo archeologico e al Museo paleontologico-speleologico, collocati nel bel parco di Villa Sulcis. Il primo offre due interessantissime stazioni multimediali grazie a cui si può ricostruire la storia del Sulcis. Smpre all'interno del complesso si possono visitare anche la fornita biblioteca e il suggestivo giardino botanico

 

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